Buona Pasqua a tutti gli Associati AIDOP ed ai componenti del Consiglio dell’Associazione con preghiera di estenderli a tutti i loro Familiari.

Personalmente ho una percezione dell’evento festivo di quest’anno più intensa e più intima del solito. Il contesto geografico dove gli eventi Pasquali che abitualmente ricordiamo in questo periodo, l’ultima cena di Gesù Cristo, la sua passione e crocefissione e la sua Resurrezione, è oggi tormentato e sconvolto da una insana e vergognosa guerra. Passione e crocefissione si ripetono ogni giorno per decine di migliaia di persone per le quali la resurrezione della propria dignità di vita, dei propri diritti, dei propri valori umani e sociali è impedita da maniache velleità di potere economico e politico di personaggi che incarnano gli Erode, i Pilato, i Caifa di oggi. Quello che mi sconcerta in modo particolare è però il constatare che il popolo, noi e gran parte di coloro che ci stanno attorno, guardiamo a quella realtà, a quel contesto quasi indifferenti al fatto che i più gridino di liberare Barabba e mandare sul Golgota Gesù. Quella convinzione, quasi fanatismo religioso, che a suo tempo aveva spinto i cattolici europei alla paradossale epopea delle Crociate, oggi viene condannato nei responsabili religiosi di un mondo che da millenni è in conflitto con le credenze religiose e le argomentazioni teologiche dalle quali è derivato il cattolicesimo di cui noi siamo una espressione agonizzante. E l’attuale paradosso è che la crociata sia stata intrapresa dal responsabile bipolare di un paese che esiste da duecento anni e non ha nemmeno un gene che gli possa aver trasferito ancorché un lontano sentore della realtà culturale, religiosa, sociale e politica del bacino del Mediterraneo, che conosce solo sulla carta geografica.

Auguro a tutti che la Pasqua offra l’opportunità di un momento di riflessione su quanto sarebbe importante e determinante per tutto il contesto europeo recuperare, seppur con tutte le numerose sfaccettature opportunistiche, un sentire religioso che riporti alla natura dell’uomo che ancora nel suo profondo ha spazio per condividere la consapevolezza di appartenere ad un genere umano che non ha differenze in ogni ambito terreste, con ogni colore di pelle, con ogni imposta, sopportata o voluta gestione politica.

Che la Santa Pasqua sia un momento di ascolto per la propria coscienza e di confronto con quella di chi siede al nostro tavolo per condividere un momento conviviale e festivo, inquieto. Che sia un momento per guardare i nostri figli, i nostri nipoti, gli amici, i parenti e renderci consapevoli del loro valore inestimabile per la nostra esistenza, non diverso da quello di tutti gli esseri viventi.

Mi sta a cuore proporvi una riflessione su alcuni logici e razionali principi: Pasqua, come tutti i giorni nei quali ricorrono Festività speciali, crea inevitabilmente una tendenza all’accumulo di stress correlato alla gestione dei ritmi domestici e conviviali. Tale condizione può influire negativamente sulla dinamica degli organi pelvici e sul benessere intestinale, spesso messi a dura prova da eccessi alimentari e “sensi di colpa da prestazione” in cucina. Pasqua di leggerezza: il benessere inizia dalla serenità mentale! Pasto leggero e funzionale. Idratazione e movimento post prandiale; una passeggiata aiuta la digestione e rilassa tutto l’organismo.

Sottolineo a tutti che la missione di AIDOP è ricordare che ogni passo verso la cura di sé stessi è una vittoria contro l’invisibilità del disagio.

     Il presidente AIDOP

           Carlo Bargiggia

     Carlo Bargiggia